Mondiali Antirazzisti: vincono le donne14 luglio 2008

I Mondiali Antirazzisti sono stati turbati dalla notizia dell’eventuale stupro avvenuto la notte tra venerdì e sabato nell’area limitrofa ai Mondiali Antirazzisti.

Pur non riconoscendo – come insinuato da alcuni mezzi di informazione – un legame tra quanto è avvenuto e lo svolgimento della manifestazione, l’organizzazione dei Mondiali Antirazzisti ha deciso di sospendere le partite e di indire un’assemblea per discutere dei temi relativi alla lotta contro sessismo e omofobia.
La decisione è stata presa anche in seguito ai comportamenti machisti di alcuni avventori, che hanno agito in pieno contrasto con i valori della manifestazione.

Come è proprio dello spirito dei Mondiali ogni tipo di criticità viene sempre affrontata insieme da organizzatori e partecipanti, e anche in questo caso abbiamo dato il via ad una riflessione comune, che ha evidenziato l’esigenza di dare più spazio in futuro alle problematiche legate al sessismo e alle molestie sulle donne.

Le proposte sono state molte e passeremo i prossimi 12 mesi ad analizzare le migliori e a capire come far crescere e continuare a far diventare i nostri Mondiali più forti.
Sicuramente l’edizione del 2009 avrà un’attenzione particolare alle tematiche delle differenze di genere, coinvolgendo sia i nostri partecipanti che i nostri “visitatori occasionali”, per sensibilizzare tutti a questa insidiosa forma di discriminazione.

Dopo l’assemblea l’organizzazione ha deciso di annullare la fase finale di tutti i campionati sportivi consegnando soltanto due coppe.
La Coppa Invisibile è stata assegnata a quattro squadre provenienti da Rep. Dem. del Congo, Ghana, Gambia e Cuba, fermate “alla frontiera” per problematiche legate ai visti d’ingresso, il premio vuole ribadire che i Mondiali sono una festa contro il razzismo e a favore della libera circolazione delle persone, senza barriere o impronte digitali.

La Coppa più importante, la Coppa Mondiali Antirazzisti, è andata alle 4 squadre femminili del torneo: Heidis e Perles del Turia di Valencia, Frisk og Svedig da Copenhagen e Csapsa Femminile. Il trofeo rappresenta l’impegno da parte di tutti per il prossimo anno a ripartire insieme per fare sì che i Mondiali siano sempre di più un luogo aperto al confronto, al dialogo e alle differenze, ma soprattutto un luogo dove il rispetto per tutti, donne o uomini, rimanga un principio fondante dell’evento stesso.

Sarebbe sbagliato ridurre cinque giorni di festa e sport a pochi episodi, seppure detestabili. Ci teniamo a sottolineare quindi come durante lo svolgimento dei Mondiali si sia respirato il consueto clima di amicizia e di impegno sociale e culturale, la cui riprova è stata l’assemblea molto partecipata da parte della maggioranza delle squadre. Al termine delle premiazioni molte squadre hanno raccolto l’invito degli organizzatori a tornare sui campi di gioco, creando nuove squadre improvvisate al momento e sfidandosi in maniera non competitiva.

Chiudiamo dicendo che ci sembra quanto meno singolare l’aver ottenuto tanto spazio sulla stampa non per i contenuti espressi, i progetti proposti, le tematiche sviscerate, ma a causa di un fatto di cronaca.