Le star degli Europeo parlano all’evento contro il razzismo10 giugno 2008

A Basilea, i rappresentanti di UEFA e FARE – Calcio Contro il Razzismo in Europa – si sono incontrati con gli amministratori, ex calciatori e organizzazioni non governative per dare il via ad un programma contro il razzismo a UEFA EURO 2008™. La campagna ‘Uniti Contro il Razzismo’ ha ricevuto pieno sostegno durante l’evento inaugurale organizzato da FARE ed è sostenuta dall’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – FRA – nel prestigioso Hotel Hilton di Basilea, sabato 7 giugno 2008.

Il Vice-Presidente UEFA Senes Erzik ha sottolineato:“Non è probabilmente un segno molto positivo per il calcio o la società il fatto che siamo riuniti qui a poche ore dall’inizio di UEFA EURO 2008™ per dare il via alla campagna ‘Uniti Contro il Razzismo’. Noi tutti conveniamo che, in un mondo ideale, non ci sarebbe bisogno di tali campagne. Tuttavia, date le circostanze, ritengo che sia un aspetto positivo che i rappresentanti della famiglia del calcio e altri membri della società si siano riuniti per combattere contro il razzismo all’inizio di questo Campionato europeo. Il razzismo e la discriminazione rappresentano una questione complessa dalle forme diverse e dai diversi obiettivi. La discriminazione si esprime contro le persone per vari motivi – il colore della pelle, la nazionalità, l’origine etnica, l’orientamento sessuale, il genere, la religione e molto altro ancora. Non si tratta semplicemente di una questione di bianco e nero.”

“Non possiamo chiudere i nostri occhi di fronte al problema di violenza fisica e verbale che esiste nel mondo e nel calcio,” ha affermato il delegato EURO del Consiglio Federale svizzero Benedikt Weibel.

La campagna è già stata sostenuta da molti dei giocatori che partecipano ai Campionati quest’anno, come il capitano della Svizzera, Alexander Frei che ha affermato: “Nel calcio non c’è posto per il razzismo ed altre forme di discriminazione. È un gioco che va oltre i confini, il colore della pelle e l’origine etnica.”

L’evento ha visto tre star europee e gli ambasciatori FARE Yves Eigenrauch, Ramon Vega, Paul Elliott e Anthony Baffoe, che hanno preso parte alla sessione di Domande e Risposte con l’obiettivo di raccontare la propria esperienza di discriminazione mentre giocavano in Europa.

Vega, una volta capitano della Svizzera e star del Campionato con il Tottenham Hotspur, è di origine italiana. “Ho giocato nel Regno Unito, sia in Inghilterra che in Scozia, in Francia, ed in Italia e ho sperimentato la discriminazione in tutti questi paesi. Nel Regno Unito ero lo straniero e ciò mi ha fatto sentire isolato. Anche in Italia ero discriminato dai tifosi e persino dai compagni. Tuttavia il calcio livella le differenze, ed è per questo che sono qui per mostrare quello che questo grande sport può fare per riunire le persone e distruggere il razzismo.”

Elliott, ex difensore del Chelsea, Celtic e Bari ha affermato: “Il problema del razzismo nel gioco sta migliorando ma dobbiamo ancora affidarci alla legge e alla sua implementazione. Il calcio unisce e contribuisce a presentare importanti messaggi sociali.
“Sono stato uno della prima generazione di giocatori di colore nel Regno Unito che ha ricevuto insulti razzisti del peggior tipo: era normale che venissero tirate delle banane. Ora le cose sono cambiate ma sia le persone che le organizzazioni come FARE devono lavorare insieme per continuare su questa strada.”

Anthony Baffoe, giocatore del Ghana, e primo calciatore africano della Bundesliga quando giocava nel Colonia, ha aggiunto: “Per affrontare il razzismo in Germania ho sfruttato il senso dell’umorismo e l’ironia. Alcuni tifosi lo hanno apprezzato, altri no ma venivo rispettato. Ora basta guardare ai grandi calciatori in Europa; molti di loro sono africani come Drogba, Adebayor, Kanu. Ciò mi rende orgoglioso.”

Baffoe ha giocato in molti paesi ed è stato in grado di offrire il suo punto di vista sul razzismo in diverse parti del mondo. “Quando giocavo in Francia, il razzismo era nascosto ed è uscito allo scoperto quando la squadra nazionale francese iniziò a mettere in campo più giocatori di colore. I tifosi hanno affermato che non sostenevano più la squadra perché i giocatori non erano autentici francesi, mentre invece hanno mostrato al mondo quanto la Francia sia multiculturale.”

“Ad Hong Kong, le persone erano ignoranti, malgrado le diverse etnie presenti lì. Mi fissavano continuamente nei trasporti pubblici e mi sentivo a disagio.”

Piara Powar, Direttore del membro FARE del Regno Unito, Kick It Out, ha partecipato all’evento e ha affermato: “Ci siamo riuniti l’ultima volta all’inizio del Campionato Europeo, a Porto, ed avevamo molte speranze ed aspirazioni di che cosa fosse capace di raggiungere la rete FARE. Sono lieto di poter dire che in quattro anni siamo riusciti a crescere in Europa e la rete è ora attiva in 38 paesi. Abbiamo raggiunto molti obiettivi ma c’è ancora molto da fare prima di sconfiggere una volta per tutte il razzismo.”

Il programma ‘Uniti Contro il Razzismo’, coordinato dalla rete FARE assieme a UEFA ed è sostenuto dall’unione dei calciatori professionisti FIFPro, sarà in primo piano durante il Campionato. Fra le iniziative previste, lo spot pubblicitario “Lingue Diverse – Un obiettivo: No al Razzismo” trasmesso ad ogni partita, cartelloni pubblicitari a bordo campo e iniziative con i tifosi. La campagna sarà al culmine con i messaggi contro il razzismo dai capitani delle squadre direttamente dal campo in occasione delle semifinali.

Note
La campagna ‘Uniti Contro il Razzismo’ a UEFA EURO 2008TM è portata avanti dalla rete FARE Calcio Contro il Razzismo in Europa (FARE) in collaborazione con la UEFA e con il sostegno dell’unione dei calciatori internazionale FIFPro.

Informazioni complete sono disponibili in inglese, tedesco, francese e italiano su www.FAREnet.org

Per ulteriori informazioni sul programma di Ambasciate per Tifosi, visitare www.fanguide2008.net

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