Calcio d’inizio del torneo antirazzista06 luglio 2005

Al termine di una stagione calcistica ripetutamente segnata da incidenti di matrice razzista in tutta Europa, migliaia di calciatori amatoriali da tutto il continente si sono riuniti per prendere parte al torneo internazionale di calcio in Italia e dimostrare così di essere contro il razzismo e la xenofobia.

I Mondiali Antirazzisti, noti anche con il nome di Coppa del Mondo antirazzista, sono organizzati già da 8 anni da Progetto Ultrà, il partner italiano di FARE. L’edizione di quest’anno gode nuovamente dell’appoggio di FARE e ha attirato oltre 200 squadre da più di 25 paesi, che concorreranno durante questo weekend.

I Mondiali Antirazzisti, uno dei tornei non competitivi più rinomati al mondo, hanno ricevuto ampio supporto per aver saputo impiegare lo strumento del gioco per riunire le varie culture e i popoli d’Europa. Uno dei meriti fondamentali dell’evento è quello di riuscire a raggiungere alcune tra le tifoserie più restie al colloquio in Italia – gli Ultrà.

Carlo Balestri, responsabile del Progetto Ultrà e tra i principali organizzatori dei Mondiali, ha dichiarato: “Ogni anno, i Mondiali Antirazzisti offrono l’opportunità di creare un fronte compatto, insieme ai nostri vicini europei e alle comunità di minoranze, e sottolineare molto chiaramente il nostro messaggio universale – il fatto che non c’è posto per il razzismo nella società”.

“Il calcio attraversa i confini e aiuta ad avvicinare le persone, come dimostrano i Mondiali, sottolineando come il potere del gioco possa essere impiegato per conseguire cambiamenti positivi”.