Conferenza Stampa Nazionale di Presentazione dei Mondiali Antirazzisti07 luglio 2006

Si è svolta stamattina a Bologna, presso il Circolo Arci il Sesto Senso, la conferenza stampa nazionale di presentazione dei Mondiali Antirazzisti 2006, che quest’anno presenta delle grandi novità sia per quanto riguarda il programma che la partecipazione di squadre dall’estero.

È un Mondiale che “punterà molto sulla partecipazione delle associazioni del territorio nazionale – ha detto Carlo Balestri, responsabile Progetto Ultrà – che diventeranno protagoniste di alcuni momenti di approfondimento culturale. Infatti, a fianco dei tornei di calcio e di basket, ai concerti serali e oltre alla ormai consolidata Piazza Antirazzista, abbiamo pensato di creare degli ulteriori spazi come la presentazione di libri (fra cui quelli di Petrini), il teatro (con lo spettacolo “Diritti in Campo” di Vergnani), il tendone UISP con dibattiti vari, il cinema con la proposta di una rassegna di documentari e la radio via web con Asterisco Radio.”

Vero boom di partecipazione, questa decima edizione infatti avrà 204 squadre iscritte al torneo di calcio, anche se hanno chiesto in 270 di poter partecipare. Inoltre, un torno di basket a 32 squadre e per la prima volta il torneo di pallavolo, che già ha avuto una decina di iscrizioni.

“Musica, sport e cultura come uno strumento per conoscersi e superare le barriere della discriminazione – aggiunge Fabio Dolci, Istoreco – e che sono per noi il vero elemento di stimolo per contaminarsi reciprocamente. I Mondiali nascono 10 anni fa con 8 squadre e 80 partecipanti a Montefiorino da un’idea semplice ed efficace di Progetto Ultrà e Istoreco. Negli anni c’è stato un aumento esponenziale della partecipazione, fino a quest’anno che registriamo anche la presenza di persone che arriveranno dal Texas, dalla Palestina, dall’Ucraina”

Forte sarà anche la presenza della UISP che quest’anno proporrà un tendone in cui si terranno diverse attività. Filippo Fossati, Presidente Nazionale UISP: “per la UISP ormai i Mondiali sono diventati una tra le manifestazioni più importanti, perché ormai sul territorio è difficile trovare un evento simile per intensità e proposizione dei contenuti. Nel nostro spazio contribuiremo con diverse iniziative: dal corso di formazione sulla cooperazione internazionale curato dalla nostra ONG Peace Games, all’organizzazione di dibattiti come quello sul disagio mentale e lo sport.
Ma faremo anche un momento di approfondimento su “calciopoli” per capire come se ne esce fuori. Saranno presenti vari ospiti fra cui Giovanni Lolli (sottosegretario allo Sport) a cui proporremo una serie di proposte per riformare il sistema, fra cui l’idea di creare una sorta di certificazione delle società di calcio: saranno ritenute valide solo quelle che al loro interno presentano delle attività a carattere sociale”

Un’idea del genere è nata durante un confronto con William Galliard (UEFA) durante il convegno “I Valori dello Sport” promosso dal Progetto Ultrà un mese fa, in cui si sottolineava proprio l’importanza di una riforma radicale del sistema sportivo iniziando a riflettere sui valori positivi e cercando di abbattere le storture di questo mondo (diritti tv in primis, doping, scandalo scommesse…)

Ed è proprio ragionando su come far diventare i Mondiali Antirazzisti un laboratorio di sperimentazione e di proposte innovative, che quest’anno la manifestazione si colora di nuove attività come la football:pause. Stop ai tornei il venerdì pomeriggio e apertura a workshop su graffiti, coreografie, tecniche di gioco del basket, del calcio e del cricket.
Carlo Balestri: “Ogni anno al termine dei Mondiali facciamo una valutazione sulla manifestazione e chiediamo a tutti i partecipanti di proporci idee nuove, di aiutarci a trovare ciriticità e soluzioni. Ci rimettiamo in gioco, non accontentandoci di ripetere un clichè collaudato. Secondo noi questo è il punto di forza e di successo. Per questa ragione cerchiamo sempre di coinvolgere i partecipanti anche nell’organizzazione degli eventi. I workshop e i vari momenti di approfondimento saranno gestite da molte associazioni e partecipanti stessi, che ci hanno regalato la loro creatività”

Tra le collaborazioni c’è quella con la D.E-R (documentaristi Emilia-Romagna) e la Doc/it (documentaristi italiani). Enza Negroni, D.E-R spiega: “l’anno passato ho realizzato il documentario sui Mondiali Antirazzisti e mi sono resa conto di quanto interessante sia questa manifestazione proprio da un punto di vista documentario. Così è nata l’idea di realizzare un spazio cinema un cui raccontarsi e raccontare attraverso le immagini. Infatti, ci sarà un film festival in cui proietteremo i materiali autoprodotti dai gruppi sia sulle loro esperienze di curva o di associazioni che ai Mondiali stessi. Il venerdì pomeriggio, durante la football:pause organizzeremo un workshop su come si realizzano cortometraggi e documentari, proprio per dare a chi è interessato ulteriori strumenti per continuare o iniziare questo percorso di narrazione”

Lorenzo Burlando, Doc/It “quando la D.E-R ci ha proposto di collaborare a questa iniziativa abbiamo cominciato a scavare nei nostri archivi nazionali e abbiamo scoperto che esiste moltissimo materiale sul tema del calcio e dello sport in genere, molto di questo parte dal racconto delle esperienze sportive per allargarsi al sociale. Durante i Mondiali cureremo una videorassegna in cui presenteremo questi materiali che abbiamo selezionato e che purtroppo non sono molto conosciuti. Tutti i video scelti hanno la sottotitolazione, per cui saranno fruibili dalla maggior parte dei partecipanti”

Oltre allo spazio cinema, altro mezzo di comunicazione fondamentale nella trasmissione dei valori intrinseci alla manifestazione sarà lo spazio radio curato da Asterisco Radio nello Spazio Fusion.
Faustin Afakack: “Asterisco nasce 3 anni fa per rispondere al bisogno dei molti stranieri presenti in Italia di essere protagonisti del processo di comunicazione e non passivi spettatori. Infatti, spesso i media danno una rappresentazione distorta del mondo dell’immigrazione e non presentano una serie di notizie che potrebbero essere utili. Da un anno trasmettiamo su tutto il territorio nazionale via web (www.asteriscoradio.com) 24 ore su 24 musica dal modo, reportage, notizie, cercando di presentare un diverso punto di vista di trattare le informazioni. Durante i Mondiali oltre a gestire il Bar Fusion, proponendo musica dal mondo, terremo un workshop sulla comunicazione multiculturale e trasmetteremo dai Mondiali per permettere anche a chi non potrà partecipare di vivere con noi questa esperienza”

Altra esperienza importante sarà imparare la cultura asiatica attraverso il suo sport di punta: il cricket. La Polisportiva Assata Shakur di Ancona in collaborazione con la FC Pordenone presenteranno un workshop sulle regole e il gioco del cricket e organizzeranno domenica mattina un torneo esibizione anche insieme alle comunità pakistane e bengalesi del territorio reggiano.
Alessio Abraham: “I Mondiali ci hanno fatto crescere moltissimo come realtà. Partecipiamo come Ultras Ancona fin dalla prima edizione. Col tempo abbiamo iniziato a pensare anche a impegnarci oltre che in curva sul nostro territorio, proprio grazie allo stimolo e alle conoscenze sviluppate durante i Mondiali. È nata così la Polisportiva Assata Shakur, che organizza ormai da 5 anni un torneo antirazzista ad Ancona, che ha creato una palestra popolare e che dal prossimo anno inizierà corsi di attività motoria per bambini in collaborazione con la UISP locale.
Per i Mondiali venivano con noi un gruppo di bengalesi che in qualche modo “obbligavamo” giocare a calcio, finché non c hanno proposto di mettere su una squadra di cricket. Non esisteva nulla nelle Marche, ma abbiamo iniziato fondando la Banglancona che quest’anno siamo riusciti a iscrivere al torneo nazionale di Serie B. Sebbene i risultati sportivi non siano brillanti, la cosa bella è che oltre ai bengalesi abbiamo un gruppo di senegalesi, marocchini e molti italiani che ci seguono, con un vero e proprio gruppo ultras”

Raccontare i Mondiali in 1 ora è difficile, come hanno sottolineato tutti i protagonisti, perché oltre al programma, agli eventi, alla musica, allo sport, c’è una componente emozionale che passa attraverso le strette di mano, i tentativi di farsi capire in diverse lingue, lo scambio di materiali, la semplice gioia di essere per 5 giorni a contatti con tutti senza preoccuparsi di essere giudicati per le proprie idee, colore della pelle, credo religiosi o altro.