I membri di FARE chiedono azioni contro il razzismo della Croazia18 giugno 2004

I collaboratori della rete Football Against Racism in Europe (FARE) richiederanno oggi che sia urgentemente fatto qualcosa contro i canti di matrice razzista e gli striscioni neonazisti comparsi ieri sera (17 giugno 2004) durante l’incontro Croazia – Francia allo stadio di Lieira.

Osservatori FARE e altri tifosi presenti alla partita hanno inoltre denunciato gli oltraggi della massa contro la squadra francese con i canti “Tornatevene in Africa” e altri canti del genere. Sono stati inoltre visti intorno allo stadio striscioni con simboli neonazisti.

FARE sta compiendo l’insolito passo di chiedere alla UEFA di intervenire subito, con ammonimenti o multe, già durante le partite, a causa della portata dei canti sentiti.

Si chiederà inoltre alla UEFA di far sì che le forze dell’ordine e gli operatori dello stadio identifichino ed eliminino tutti gli striscioni di matrice razzista e neonazista nelle partite seguenti.

Piara Powar, direttore di Kick It Out, ha commentato oggi:

“È stato un torneo relativamente buono, nel quale si sono verificati alcuni problemi di presenze neonaziste, ma – fino ad ora – pochi esempi di razzismo di massa. Le denunce relative alla partita della Croazia sono chiare, presentate da osservatori esperti, e devono essere trattate con urgenza.

“La nostra preoccupazione è che i giocatori della squadra inglese possano essere sottoposti lunedì prossimo al tipo di trattamento riservato loro nel 2002 nel gioco contro la Slovacchia. In tal caso c’è il pericolo che alcune fasce della tifoseria inglese reagiscano alla provocazione durante la partita.

“La UEFA ha dichiarato che tutti i casi del genere saranno oggetto di accurate investigazioni, una relazione verrà loro trasmessa al termine della giornata di oggi.”